La bottiglina col beccuccio, un’invenzione sabina

LA Sabina delle meraviglie. Nella terra dell’oro verde l’ultima trovata che facilita l’esistenza a ristoratori e affini è della Fratelli Lorenzoni di Magliano Sabina, l’azienda che metterà a tavola una neonata bottiglietta da 0,25 cl di olio extra vergine prodotto dalla Cooperativa Olivicola Alta Sabina di Poggio Moiano. Il nuovo Ratto delle Sabine versione oro verde – così nell’etichetta appena sfornata che riproduce il marchio di casa Lorenzoni ormai da tempo legato a vino, grappa e spumante made in Sabina – è tutto raccolto in una etichetta speciale messa sul mercato nelle appena 4.800 bottigliette new generation. Si tratta di un olio dop biologico,le cui proprietà sono tutte contenute nell’etichetta. «L’idea nasce da una collaborazione con la Cooperativa di Poggio Moiano (dove si produce ogni anno uno tra i migliori extra vergine sabini) nel dicembre 2005 – spiega Massimo Lorenzoni titolare dell’azienda di Magliano insieme al fratello Luigino - per fare un prodotto di altissima qualità. Per il prossimo anno, visto che si prevede una ottima stagione olivicola, stiamo già programmando di estendere il nostro mercato oltre Rieti e la provincia». Idee chiare che sconfinano, senza presunzione, alla Capitale e addirittura all’Umbria e alla Toscana, considerate da sempre per antonomasia terre dell’olio. La nuova bottiglia di olio sabino ha per di più un segreto tutto racchiuso nel tappo: al momento dell’apertura infatti una molla fa scattare un beccuccio che consente di dosare nella giusta maniera l’olio sulle pietanze. Un erogatore alla cui estremità c’è un microfono per fare ricadere la goccia d’olio all’interno della bottiglia evitando di sporcare etichetta e tovaglia. La bottiglia d’olio è stata realizzata soltanto per la ristorazione e per le enoteche dove sarà possibile anche acquistarla. «Tra due settimane saremo di nuovo sul mercato – promette Lorenzoni – per completare la nostra gamma di prodotti». Questa volta, dopo vino e olio, arriva pure l’aceto sabino. Si chiamerà “Acesco” dal latino “prendere d’aceto” l’ottimo aceto da 7,2 gradi di acidità con una percentuale di 10.11 per cento di aceto di vino con uve laziali. Anche questo prodotto destinato interamente alla ristorazione. Ale. Pas.